| | | Cime Tempestose - Emily Bronte | |
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Erato moderatori

Numero di messaggi: 1651 Età: 23 Località: Roma Data d'iscrizione: 25.09.08
 | Oggetto: Cime Tempestose - Emily Bronte Gio Feb 12, 2009 10:09 pm | |
| Era tanto che volevo trovare del tempo per riportare le tre parti più belle (A mio parere ovviamente) del mio romanzo preferito.
-Ma non è niente, - esclamò; - volevo solo dirti che il cielo non mi era sembrato il mio regno, ed io piangevo da spezzarmi il cuore per tornare indietro sulla terra: allora gli angeli furon così indignati che mi scaraventarono fuori in messo alla landa, sulla cima della Tempestosa dove mi svegliai singhiozzando di gioia. Questo sogno servirà a spiegarti il mio segreto, come avrebbe fatto quell'altro. Non è affar mio sposare Linton, come non lo è andare in paradiso: e se quel maledetto uomo che c'è qui non avesse ridotto Heatcliff in quello stato così giù, giù, io non avrei neppure pensato a ciò. Ma ora sarebbe una degradazione per me sposare Heatcliff: e così egli non saprà mai quanto io lo ami; e ciò non perchè sia bello, Nelly, ma perchè lui è più me di me stessa. Di qualunque cosa siano fatte le anime, certo la sua e la mia sono simili: e quella di Linton è invece tanto differente dalla nostra quanto lo è la luna da un lampo, o il ghiaccio dal fuoco. Prima che ella terminasse codesto discorso io m'ero resa conto della presenza di Heatcliff avendo notato un lieve movimnto; voltai la tesat, e lo vidi alzarsi dalla sua panca, e scivolar fuori dalla camera silenziosamente. Era stato ad ascoltare fino al momento in cui Catherine aveva detto che, sposandolo, si sarebbe degradata: poi se n'era andato senza udire il resto. Alla mia compagna, seduta per terra, l'alta spalliera del sedile aveva impedito di notare la sua presenza e la sua uscita; ma io trasalii e le feci: - Zitta! - Che c'è? - domandò lei, guardandosi in giro nervosamene. - Joseph arriva, - dissi, cogliendo il pretesto d'un rumore di ruote sul viale, - ed Heatcliff sarà qui con lui. Può darsi anzi che sai ià sulla porta, in questo momento. - Oh, è impossibile che mi abbia udita, di là - disse ella. - Dammi Hareton, intanto che tu prepari la cena,e poi, quando sarà pronta, m'inviterai a mangiare con te. Io ho bisogno d'ingannare la coscienza inquieta, e di convincermi che Heatcliff non pensa nemmeno a tutto ciò. Verò? Egli non deve sapere cosa vuol dire essere innamorato. - Non vedo la ragione perchè non debba saperlo bene come lei, - risposi; - e se vuole bene proprio a lei, sarà la più sventurata creatura del mondo. Quando lei sarà divenuta la signora Linton, egli avrà perduto amicizia,amore, tutto! Non s'è mai domandata signorina Cahty, in che modi lei sopporterà la separazione, e lui l'abbandono di tutti, al mondo? - Noi separati? Lui abbandonato? - esclamò con indignazione. - Ma chi ci separerà, scusa? Non parliamone neppure. Mai, mai fin che sarò viva, Ellen, per nessuno al mondo! Tutti i Linton possono scomparire dalla faccia della terra, prima che io consenta ad abbandonare Heatcliff. Non è così che l'intendo io... voglio dire che non accetterei d'essere la signora Linton, a questo patto. Egli sarà per me quello che è sempre stato: Edgar dovrà dimenticare la sua antipatia; o almeo tollerarlo. Lo farà, quando conoscerà il sentimento che ho per lui. Ho capito, Nelly, tu mi consideri una cattiva egoista: ma non t'è mai venuto in mente che, se io e Heatcliff ci sposassimo saremmo dei pezzenti? Mentre, se sposo Linton, potrò poi aiutare Heatcliff ad elevarsi, potrò sottrarlo al potere di mio fratello. - E con il denaro di suo marito, vero signorin Cathy? - domandai. - Non lo troverà poi così ben disposto come lei pensa, a ciò. Per quanto piuò valere il mio parere, mi sembra che sia ancora la peggiore delle ragioni che lei abbia addotte per sposar Linton. - No,- ribattè, - è la migliore. Le altre non riguardavano che la soddisfazione dei miei capricci: e anche quelli di Edgar, per farlo contento. Questa invece riguarda il mio sentimento verso una persona che unisce in sè tutto quel che provo verso Edgar e verso me stessa... E' difficile da spiegare. Ma certo tu hai, tutti hanno l'idea che ci deve essere, fuori di noi, un'esistenza che è ancora la nostra. A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa? I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heatcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti fin dal principio. Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l'impressione di non farne più parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame die boschi: il tempo lo trasformerà, ne son sicura, come l'inverno trasforma le piante. Ma il mio amore per Heatcliff somiglia alle rocce nascoste ed immutabili; dà poca gioia apparente ma è necessario. Nelly: io sono Heatcliff!Egli è stato sempre, sempre nel mio spirito: non come un piacere, allo stesso modo ch'io non sono sempre un piacere per me stessa, ma come il mio proprio essere. Così, non parlar più di separazione: ciò è impossibile e... |
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Numero di messaggi: 1651 Età: 23 Località: Roma Data d'iscrizione: 25.09.08
 | Oggetto: Re: Cime Tempestose - Emily Bronte Gio Feb 12, 2009 10:10 pm | |
| Nell'istante in cui l'aveva veduta era stato colpito, come me, dalla certezza che non v'era per lei speranza di guarigione; che, sicuramente, era condannata a morire. - Oh, Cathy, oh, vita mia! Come potrò sopportare? - furono le sue prime parole, pronunciate con un tono che non cercava di nascondere la disperazione. Poi la guardò con un tale ardore ch'io pensai che l'intensità del proprio sguardo lo avrebbe fatto piangere; ma i suoi occhi brucianti d'angoscia non si inumidirono. - Ah, si, eh? - disse Catherine, ricadendo nella sua poltrona e rendendogli il suo sguardo con un improvviso corruccio: il suo umore mutava infatti a seconda dei suoi variabilissimi capricci. - Tu ed Edgar mi avete spezzato il cuore, Heatcliff!E tutt'e due venite a lamentarvi con me, come se foste voi quelli da compiangere! No, io non vi compiangerò; mi avete uccisa, e lo avete fatto apposta, credo. Come sei forte, tu! Quanti anni conti di vivere dopochè io me ne sarò andata? Heatcliff aveva messo un ginocchio in terra per abbracciarla, cercò di rialzarsi, ma essa lo prese per i capelli e lo fece star giù. - Io vorrei poterti tener così fino a che fossimo morti tutt'e due, - diss'ella amaramente. - che cosa mi importa di quel che soffriresti? Le tue sofferenze mi sono indifferenti. Perchè non dovresti soffrire, tu? Io soffro. Mi dimenticherai? sarai felice quand'io starò sottoterra? Dirai, fra vent'anni: <<Questa è la tomba di Catherine Earnshaw. L'ho amata tanto tempo fa, e sono stato infelice, quando l'ho perduta. Ma ora è finita. Ne ho amate tante altre, opo: i miei figli mi sono più cari di quanto ella non mi fosse, e quando morirò sarò contento di andare a raggiunger lei ma addolorato di dover abbandonare loro>>. Dirai così Heatcliff? - Non torturarmi, per rendermi pazzo come te! - gridò lui, liberandosi bruscamente il capo e digrignando i denti. Quei due essere, per uno spettatore calmo, formavano uno spettacolo starno e terribile. Catherine poteva ben credere che il cielo sarebbe stato un lungo esilio per lei, se, con il corpo mortale, non avesse abbandonato anche il suo carattere terreno. Il suo viso pallido rifletteva un rancore furioso e vendicativo; i suoi occhi erano scintillanti, le sue labbra esangui; e nelle dita chiuse teneva qualche ciocca dei capelli che aveva afferrato. Il suo compagno, aiutandosi con una mano a rialzarsi, le aveva afferrato il braccio con l'altra: e la dolcezza da lui spiegata era così poco in proporzione con le esigenze della condizione di Catherine, che quando la lasciò, vidi quattro distinete macchie livide sulla pelle chiara di lei. -Sei dunque posseduta da un demonio, - proseguì egli selvaggiamente, - per parlarmi così mentre sei moribonda? Non pensi che tutte queste parole resteranno impresse a lettere di fuoco nella mia memoria,e mi roderanno eternamente, quando tu mi avrai lasciato? Tu sai di mentire quando dici che ti ho uccisa,e tu sai, Catherine, che io dimenticherò prima la mia esistenza che te! Non basta, al tuo infernale egoismo, di pensare che io mi torcerò nei tormenti dell'inferno, mentre tu riposerai in pace? - Io non riposerò in pace, - si lamentò Catherine, richiamata al sentimento della propria debolezza fisica dai sussulti violenti ed ineguali del suo cuore, che si vedeva e si udiva battere sotto l'influsso d'un'estrema agitazione. Non disse più nulla fin che la crisi non fu calmata; poi continuò con maggior dolcezza: - Non ti auguro torture più gravi delle mie, Heatcliff. Solo desidero che nulla mai ci separi, es e una mia parola ti dovesse più tardi desolare, pensa che sottoterra io provo la medesima desolazione,e, per amor mio, perdonami. Vieni, e inginocchaiti ancora. Non mi hai fatto del male in vita tua. Ma se mi serbi rancore, questo sarà per te un ricordo più crudele delle mie dure parole! Non vuoi venire di nuovo vicino a me? Vieni Heatcliff si avvicinò alla spalliera della poltrona e vi si appoggiò; ma in modo ch'ella potesse non potesse vedere il suo viso, livido dall'emozione. Catherine si voltò per guardarlo: egli non gliene lasciò il tempo,e allontanandosi bruscmene si diresse veso il camino, davanti al quale restò in piedi silenzioso, volgendoci le spalle. La signora Linton lo seguiva con uno sguardo sospettoso: ogni moto sveliava in lei un sentimento nuovo. Dopo una pausa e un'osservazione prolungata, ella riprese, volgendosi a me con un accento di indignata delusione: - Oh, vedi, Nelly, egli non cederebbe un momento per salvarmi dalla tomba. Ecco come sono amata! Bah, ma che m'importa?Non è questo, il mio Heatcliff.Il mio continuerò ad amarlo, e lo porterò con me: è nella mai anima. E poi, - aggiunse penosamente, - quel che mi fa soffrire più di tutto è questa triste prigione. Sono stanca di essere rinchiusa qui. Sono impaziente di fuggire in un mondo glorioso, e di starci sempre; di non vederlo più confusamente attraverso le mie lacrime e di non sospirarlo dietro le pareti di un cuore addolorato; ma di essere veramente in esso e con esso. Nelly, tu credi di star meglio di me e d'esser più fortunata: piena di salute, di forza; tu mi compiangi...ma presto le cose cambieranno. Sarò io che compiangerò te. Io sarò incomparabilmente al di là e al di sopra di voi tutti. Sono stupita ch'egli non voglia star vicino a me! - continuò, parlando a se stessa. - Io credevo che lo desiderasse. Heatcliff, caro Heatcliff! Non essere inquieto ora, vieni qui vicino, Heatcliff! Nel suo ardore si alzò, e si appoggio a un bracciolo della poltrona. A quell'appassionato richiamo egli si volse verso Catherine con un'aria assolutamente disperata. I suoi occhi, sbarrati e umidi, lanciavano sopra di lei sguardi lampeggianti, il suo petto si sollevava, convulsamente. Per un istante rimasero così, lontani: poi si strinsero; appena vidi come: Catherine diede un balzo, egli l'afferrò; e furono uniti in un abbraccio dal quale non credevo che la mia padrona dovesse uscire viva; infatti mi sembrò, subito, priva di sensi. Egli si gettò sopra la sedia più vicina e, siccome mi avvicinavo in fretta per vedere se fosse svenuta, lanciò un ringhio, chiumò come un cane rabbioso e la strinse a sè con un'avida gelosia. Avevo l'impressione di non trovarmi più insieme con una creatura della mia specie; mi sembrava che non dovesse capirmi sebbene gli parlassi; così mi tenni distante, e tacqui, in preda a una grande perplessità. Un moto di Catherine mi rassicurò un poco: essa alzò la mano per circondare il collo di lui, e per avvicinare la propria guancia alla sua; e lui coprendola di carezze frenetiche diceva: - Adesso mi dimostri come sei stata crudele, crudele e falsa. Perchè mi hai disprezzato? Perchè hai tradito il tuo stesso cuore, Catherine? Io non ho una parola di conforto per te: tu hai quello che ti meriti. Ti sei uccisa da te stessa. Si, tu puoi baciarmi, e piangere, puoi strapparmi lacrime e baci: essi ti arderanno, ti danneranno. Tu mi amavi: che diritto avevi,a llora di lasciarmi? Che diritto, rispondimi, di sacrificarmi al tuo miserabile capriccio per Linton? Mentre nè la miseria, nè la degradazione, nè la morte, nulla di tutto quel che Dio e Satana potevano infliggerci, ci avrebbe separato, tu, di tua piena volontà hai fatto ciò. Non io ti ho spezzato il cuore, ma tu stessa: e il mio col tuo. Tanto peggio per me se sono forte. Ho forse bisogno di vivere? Che razza di vita sarà la mia quanto tu... oh, Dio! Vorresti tu forse vivere con l'anima tua nella tomba? - Lasciami sola, lasciami sola! - singhiozzava Catherine. - Se ho fatto del male ne muoio! basta! Anche u mi hai abbandonata, am non ti voglio rimproverare. Ti perdono. Perdonami! - E' difficile personare quando si vedono questi occhi, e si sentono queste mani scarnite, - egli rispose. - Baciami ancora, enon lasciarmi vedere i tuoi occhi. Io ti perdono per quello che hai fatto a me. Io amo il mio carnefice; ma il tuo? Come potrò? |
|  | | Erato moderatori

Numero di messaggi: 1651 Età: 23 Località: Roma Data d'iscrizione: 25.09.08
 | Oggetto: Re: Cime Tempestose - Emily Bronte Gio Feb 12, 2009 10:11 pm | |
| Egli era là... o meglio qualche metro più lontano, nel parco, appoggiato a un vecchio frassino,a testa nuda, con i capelli umidi della rugiada intorno a lui. Doveva essere un pezzo ch'egli stava in quella posizione, giacchè notai una coppia di merli affaccendati nel costruire il nido, che gli passavano vicinissimi senza prestargli maggior attenzione che a un pezzo di legno: fuggirono al mio appressarsi, ed egli alzò gli occhi e parlò. - E' morta, - disse. - Non ho aspettato te per saperlo. Via quel fazzoletto, non piagnucolare davanti a me. Che il diavolo vi porti tutti: essa non ha bisogno delle tue lacrime. Io piangevo tanto per lui quanto per lei: noi sentiamo spesso pietà per creature che non conoscono questo sentimento nè per se stesse nè per gli altri. Appena lo avevo guardato in faccia,a evvo compreso ch'egli sapeva della catastrofe: e, siccome le sue labbra si muovevano e i suoi occhi eran chini a terra, m'era venuta l'ide apazza che anche il suo cuore fosse domato, e che egli pregasse. - Si, è morta, - risposi soffocando i singhiozzi e asciugandomi le guance. - E' andata in cielo, io spero, dove noi tutti potremo raggiungerla se ci sforzeremo di emendarci e di seguire la via del bene. - E lei, si è sforzata, lei? - domandò Heatcliff tentando un sogghigno. - E' morta come una santa?Su, racontami la vera storia del fatto: in che modo... Cercò di pronunciare il nome, ma non vi riuscì: le labbra serrate, lottò silenziosamente contro l'angoscia mortale che lo invadeva; e sfidava intanto la mia simpatia con uno sguardo fisso e feroce. - Come è morta? - riprese infine, costretto nonostante la sua fierezza a cercare appoggio dietro di sè; dopo quello sforzo infatti, tremava come una folia per tutto il corpo. <<Povero infelice!>>, pensai. Tu hai un cuore e dei nervi, come tutti gl iuomini, tuoi fratelli. Perchè ti affanni a nasconderli? Il tuo orgoglio non può ingannare Iddio!Tu Lo sfidi a torturati fino a che ti strappi un grido d'umiltà.>> -Quieta come un angelo, - risposi ad alta voce. - Diede un sospiro, e si stirò come un bambino che si sveglia e s'addormenta di nuovo. Cinque minuti dopo, sentii un piccolo battito del suo cuore, poi più nulla. -E... ha pronunciato il mio nome? - chiese cona gitazione, come temendo che la risposta a tale domanda dovesse rivelare particolari ch'egli non avrebbe avuto la forza di udire. - Non ha più ripreso i sensi, e non ha riconusciuto più nessuno dal momento in cui lei la lasciò, - dissi. - E adesso riposa con un docle sorriso sul volto: i suoi ultimi pensieri sono stati per i bei giorni di una volta. La sua vita è terminata in un sogno tranquillo: possa esser tale ance il suo risveglio nell'altro mondo! - Possa svegliarsi fra i tormenti! - gridò Heatcliff con una spaventosa veemenza, picchiando i piedi, ruggendo di dolore in un improvviso parossismo d'irresistibile passione. - Si, si, ugiarda dino alla fine!Dov'è, dunque?Non là... non in cielo...scomparsa, dove?Ah, tu dicevi che non t'importava nulla delle mie sofferenze!Ed io faccio una preghiera, e la ripeterò fin che la mia lingua si secchi: Catherine Earnshaw, possa tu non trovar mai riposo fin ch'io vivo!Tu dici che io ti ho uccisa: tormentami, allora. Le vittime perseguitano i loro assassini, io credo. Io so di fantasmi che hanno errato sulla terra. Sta sempre con me...prendi qualunque forma...rendimi pazzo!Ma non lasciarmi in questo abisso, dove non ti posso trovare!Oh Dio, è impossibile! Non posso ivere senza la mia vita, non posso vivere senza la mia anima! Picchiò la testa contro il tronco nodoso, e , alzando gli occhi, si mise a ululare, non come un uomo, ma come una bestia selvaggia colpita a morte. Notai molte chiazze di sangue sulla corteccia della'lbero; la sua mano e la sua fronte erano pure macchiate: probabilmente la scena alla quale assistevo era la ripetizione di altre, che avevano avuto luogo durante la notte. |
|  | | Erato moderatori

Numero di messaggi: 1651 Età: 23 Località: Roma Data d'iscrizione: 25.09.08
 | Oggetto: Re: Cime Tempestose - Emily Bronte Gio Feb 12, 2009 10:11 pm | |
| Ecco, ho anche sottolineato le frasi più belle dei pezzi più belli, devo dire che sono un pò malata per questo romanzo... Spero di non avervi annoiati!
Ultima modifica di Erato il Ven Feb 13, 2009 8:55 am, modificato 1 volta |
|  | | nato_oggi moderatori

Numero di messaggi: 843 Età: 61 Località: Padova Data d'iscrizione: 25.09.08
 | |  | | raggiodiluna moderatori

Numero di messaggi: 2443 Località: Palermo Data d'iscrizione: 08.10.08
 | Oggetto: Cime Tempestose - Emily Bronte Gio Feb 12, 2009 11:40 pm | |
| Mi colpiscono questi versi del tuo racconto preferito. Li cito qui sotto: '' Le vittime perseguitano i loro assassini, io credo. Io so di fantasmi che hanno errato sulla terra. Sta sempre con me...prendi qualunque forma...rendimi pazzo!Ma non lasciarmi in questo abisso, dove non ti posso trovare!Oh Dio, è impossibile! Non posso vivere senza la mia vita, non posso vivere senza la mia anima!'' A volte troviamo tracce di noi stessi anche nei versi di un romanzo, anime perdute tra i silenzi di pagine antiche. Risposte a mille domande che i dubbi hanno saziato. Certezze che ad ogni parola hanno creduto. A Erato con tanto affetto Cime Tempestose A volte, troviamo tracce di noi stessi anche nei versi di un romanzo, anime perdute tra i silenzi di pagine antiche, risposte a mille domande che i duddi hanno saziato. Certezze che ad ogni parola hanno creduto. Raggiotempestosa  |
|  | | raggiodiluna moderatori

Numero di messaggi: 2443 Località: Palermo Data d'iscrizione: 08.10.08
 | Oggetto: Cime Tempestose - Emily Bronte Sab Feb 14, 2009 4:58 pm | |
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|  | | CONTE THOMAS moderatori
Numero di messaggi: 1583 Età: 62 Data d'iscrizione: 13.10.08
 | Oggetto: Re: Cime Tempestose - Emily Bronte Sab Feb 14, 2009 5:06 pm | |
| io non c'è la faccio a lettere tutto. Non si potrebbe avere un riassunto breve breve? |
|  | | Erato moderatori

Numero di messaggi: 1651 Età: 23 Località: Roma Data d'iscrizione: 25.09.08
 | Oggetto: Re: Cime Tempestose - Emily Bronte Dom Feb 15, 2009 10:42 am | |
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|  | | Erato moderatori

Numero di messaggi: 1651 Età: 23 Località: Roma Data d'iscrizione: 25.09.08
 | Oggetto: Re: Cime Tempestose - Emily Bronte Dom Feb 15, 2009 10:45 am | |
| | CONTE THOMAS ha scritto: | | io non c'è la faccio a lettere tutto. Non si potrebbe avere un riassunto breve breve? |
Bè Conte, devo dire che nell'edizione del 2004 di Cime Tempestose, uscita con la Rai, che è il video che hai messo qui, devo dirti che non merita molto. Manca quasi del tutto la raffigurazione di quel legame, di quel sentimento amore-odio, passione-violenza che travolge find a bambini i due protagonisti. L'attrice che impersonifica Cathy non è stata, seconda me, la scelta adatta, mentre il mio giudizio su Alessio Boni alias Heatcliff è molto fazioso in quanto lo apprezzo molto  |
|  | | CyranoDeBergerac Admin

Numero di messaggi: 3506 Età: 39 Località: Savona Data d'iscrizione: 25.09.08
 | Oggetto: Re: Cime Tempestose - Emily Bronte Gio Mag 21, 2009 6:46 pm | |
| Lo sapevate che BRONTE è un paesino alle pendici dell' Etna? chiedete a Raggio se non è vero. Ci sta mia zia. E a Bronte c'è il castello dell'ammiraglio Nelson... che storia eh? |
|  | | | | Cime Tempestose - Emily Bronte | |
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